IL BLOG DEI FANATICI DE

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giovedì 3 dicembre 2009

TORO SCATENATO

Forum granata particolarmente agitati oggi. Oggetto di tanto rumore la solidarietà espressa dall'Ordine dei Giornalisti a favore di Gianluca Oddenino, specializzato in cose di Toro (cui facciamo gli auguri per il 103° compleanno) e da tempo nel mirino dei tifosi (e della società) per il suo presunto "anti-torinismo".

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato un articolo in cui Oddenino descriveva una lite tra il segretario generale granata Ienca e il portiere Sereni: rivelazione che ha mandato su tutte le furie il presidente Cairo, tanto da togliere l'accredito stampa al giornalista (però, signori miei, che triste e pericolosa l'espressione "persona non gradita"...).

Troppo duro Oddenino nei confronti del già di suo sfigato Toro? Troppo severi nel giudizio i tifosi granata, che accusano le firme Stampiste di non essere così cattive con la Juve?

Ecco che riemerge di prepotenza uno dei tormentoni principi de La Stampa (a dir la verità mai completamente sopito negli anni): la bilancia del Nostro Quotidiano pende troppo dalla parte del piatto bianconero?

mercoledì 2 dicembre 2009

NEL NOME DEL CAPITANO

Su La Stampa di oggi Mariella Scirea (persona straordinaria, che ho avuto la fortuna di conoscere personalmente), vedova dell'indimenticabile capitano della Juventus degli anni '80, entra a gamba tesa sulla questione razzismo nel calcio con una bella lettera che ho scelto di postare interamente.

Sabato sera ci sarò anch’io, allo stadio Olimpico. Mi auguro che Juventus-Inter possa essere una partita corretta in campo e piena di buon senso fuori, sugli spalti. Poi, naturalmente, vinca il migliore.

Molto si è scritto attorno ai cori, razzisti e non, che gli ultrà juventini hanno indirizzato a Mario Balotelli. Gaetano era contro ogni tipo di offesa: al colore della pelle, ai morti, alle persone, fossero avversari o mamme di avversari. Ho fiducia nei nostri tifosi, ho fiducia nella volontà di essere superiori agli istinti più bassi e, magari, alle provocazioni più alte. Balotelli, se gioca, andrà considerato un avversario: punto e basta.

Il razzismo è una piaga della società, per combattere la quale le società di calcio hanno bisogno di un dialogo continuo ed efficace con le istituzioni statali. Gli stadi non saranno teatri, ma non devono neppure diventare chiaviche. Una curva che porta il nome di Gaetano Scirea dovrebbe essere doppiamente impegnata a portare avanti una battaglia che, senza demagogia, abbia come obiettivo l’intento collettivo di cancellare i cori trucidi e volgari. Tutti: senza distinzione.

Perché sì, chiamarsi curva Scirea significa un privilegio e una responsabilità. Mio marito aveva una concezione del calcio assolutamente fuori del comune. Lo viveva senza l’isteria che, oggi, sembra diventata parte preponderante e fissa del sistema.

Il 3 settembre sono stati vent’anni dalla scomparsa di Gaetano, e i tifosi continuano a essergli e a essermi molto vicini, nel ricordo e nell’affetto. Ecco: proprio per questo, non vorrei mai chiedermi se valga ancora la pena che la curva porti il suo nome. Fermo restando che l’inciviltà sportiva di molti italiani non nasce negli stadi, ma negli stadi arriva.


Mariella Scirea