Scusandomi per il ritardo, vi segnalo che a causa di questioni strettamente personali, atualmente non sono in più in grado di proseguire l'attività del blog. Non posso dire se si tratta di chiusura temporanea o definitiva, solo il tempo potrà dirlo. A tutti voi, il ringraziamento per questi mesi di collaborazione, pochi ma intensi. La speranza è di ritrovarci tutti qui. Chissà. Un saluto e un abbraccio affettuoso, nonché i miei più profondi auguri di buone feste.
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Non abbiamo le 10 domande al premier e non abbiamo la rubrica di Alberoni. Ma siamo il quarto quotidiano italiano, che diamine!
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venerdì 18 dicembre 2009
martedì 27 ottobre 2009
TRAINS WARS

Nuova puntata della saga La Stampa vs Ferrovie dello Stato (che a dirla tutta è un po' come sparare sulla croce rossa). Dopo i forum-botta-risposta dei giorni scorsi, oggi ci si mette di mezzo pure Sandro Cappelletto che per un attimo abbandona Bach e racconta la sua disavventura su un Intercity Torino-Roma (credici, Sandro, c'è chi ne ha vissute di ben peggiori).
Che in via Marenco qualche giornalista pendolare sia rimasto scottato da qualche inefficienza di troppo delle Fs?
Etichette:
Fs,
Sandro Cappelletto,
Visto si Stampa
venerdì 23 ottobre 2009
SOGNI SPEZZATI
Riceviamo e pubblichiamo.In qualche post, qualcuno chiedeva se per entrare a lavorare in un giornale servono le raccomandazioni. Rispondo io: sì, oggi, negli anni 2000, servono. O meglio, servono le conoscenze. Qualcuno che lavori già nell'ambiente. Avere un nome importante, un parente o un amico che sappia indirizzarti nei canali giusti. Ci vuole anche questo, per carità. Ma a parità di curriculum, tra due persone che aspirano ad entrare in una redazione come aspiranti giornalisti, tra una normale e una "più normale", verrà sempre scelta la persona con il "calcio in c...o".
Ho 37 anni. Sì, non sono più di primo pelo. Scrivere su un quotidiano è sempre stato il mio sogno. Mi son laureata in Lettere, 101/110. Ho frequentato una scuola di giornalismo. Corsi di scrittura creativa e esperienze in ufficio stampa. Ho collaborato con periodici locali, free press, cataloghi per musei, tutto quello su cui è possibile scrivere.
Ho fatto stage su stage nelle redazioni web. Mi son specializzata in web designer e grafica. Parlo e scrivo correttemente in inglese e francese. Nei curriculum segnalo che sono disposta a trasferirmi in qualunque posto. Ho bussato a più porte io che un venditore di aspirapolveri.
Tutto questo non è servito. Ho visto passarmi davanti persone solo perché "conoscevano", avevano il "cognome". Non serve a niente, a niente "avere il fuoco dentro". Balle. Io il fuoco ce l'ho sempre avuto e ho fatto cose impensabili, ho lavorato a orari impossibili, stimolato dall'unico pensiero possibile: "un giorno, tutto questo avrà un senso e coronerò il mio sogno".
Oggi lavoro part time in una biblioteca. Contratto a progetto. Ho un fidanzato, ma non posso nemmeno pensare di sposarmi o farmi una famiglia. Mi ritengo già fortunata, per carità. Non lavoro in miniera. Ma mi domando a che cosa sono serviti tutti questi sacrifici. Risposta: a niente.
Quindi mi rivolgo ai giovani senza cognome o raccomandazioni che sognano di approdare a Stampa, Repubblica, Corriere, Il Giornale e via dicendo: non perdete il vostro tempo.
Credetemi, non avrete rimpianti.
Elena
sabato 17 ottobre 2009
PROFESSIONE REPORTER

Ci scrive Alby, aspirante giornalista.
Mi spaventano i commenti che ho letto negli ultimi post riguardanti il futuro della Stampa... io ho 23 anni, a luglio mi laureo in scienze politiche e il mio sogno è fare il giornalista, da sempre. Collaboro già con qualche giornale locale.
Ma da torinese, mi piacerebbe poter lavorare ne La Stampa. Quali sono i primi passi da fare in proposito? Serve davvero una raccomandazione? Chi sono le persone da contattare? E' possibile frequentare uno stage, anche gratuito, nella redazione?
Alby
Caro Alby, purtroppo per i giovani è sempre più arduo poter iniziare a lavorare in un quotidiano. Sull'argomento chiesi dei lumi un paio di anni fa ad una prestigiosa firma de La Stampa. Questa la sua risposta:
La realtà è che per i prossimi 4-5 anni nei giornali non si assumerà nessuno e che quanto alle collaborazioni, persino gratuite, ci sono decine di ragazzi fuori dalla porta, soprattutto fra coloro che hanno seguito i corsi postlaurea di giornalismo, ottenendo la possibilità di venire a fare degli stages estivi in redazione.
Che fare? Intanto sapere che il giornalismo, per il 90%, è titolare gli articoli degli altri, leggere le agenzie di stampa, cercare le fotografie da mettere in pagina. Un lavoro anonimo. Solo una minoranza scrive e solo una minoranza della minoranza va in giro a fare l’inviato.
L’unico settore, in prospettiva, che offrirà qualche chance ai giovani è internet. I quotidiani di carta vanno verso una inesorabile riduzione degli organici e delle pagine.
Il mio consiglio? Bazzicare le redazioni delle piccole riviste o dei giornali locali, dove qualche spazio, qua e là, si presenta ancora. E poi mettere un tuo blog su internet, in modo da avere un riscontro immediato di lettori, oltre che una palestra per esprimerti e farti notare.
Ciò nonostante, il commento aveva come postilla di conclusione un invito a non mollare.
Come vedi la situazione (ma non ci voleva certamente la palla di vetro per immaginarla) non è delle più rosee.
Il dibattito è aperto, sarebbe bello se intervenisse qualche lettore che magari ha bazzicato nella redazione del Nostro Quotidiano, per offrire ulteriori commenti ed eventuali consigli.
Mi spaventano i commenti che ho letto negli ultimi post riguardanti il futuro della Stampa... io ho 23 anni, a luglio mi laureo in scienze politiche e il mio sogno è fare il giornalista, da sempre. Collaboro già con qualche giornale locale.
Ma da torinese, mi piacerebbe poter lavorare ne La Stampa. Quali sono i primi passi da fare in proposito? Serve davvero una raccomandazione? Chi sono le persone da contattare? E' possibile frequentare uno stage, anche gratuito, nella redazione?
Alby
Caro Alby, purtroppo per i giovani è sempre più arduo poter iniziare a lavorare in un quotidiano. Sull'argomento chiesi dei lumi un paio di anni fa ad una prestigiosa firma de La Stampa. Questa la sua risposta:
La realtà è che per i prossimi 4-5 anni nei giornali non si assumerà nessuno e che quanto alle collaborazioni, persino gratuite, ci sono decine di ragazzi fuori dalla porta, soprattutto fra coloro che hanno seguito i corsi postlaurea di giornalismo, ottenendo la possibilità di venire a fare degli stages estivi in redazione.
Che fare? Intanto sapere che il giornalismo, per il 90%, è titolare gli articoli degli altri, leggere le agenzie di stampa, cercare le fotografie da mettere in pagina. Un lavoro anonimo. Solo una minoranza scrive e solo una minoranza della minoranza va in giro a fare l’inviato.
L’unico settore, in prospettiva, che offrirà qualche chance ai giovani è internet. I quotidiani di carta vanno verso una inesorabile riduzione degli organici e delle pagine.
Il mio consiglio? Bazzicare le redazioni delle piccole riviste o dei giornali locali, dove qualche spazio, qua e là, si presenta ancora. E poi mettere un tuo blog su internet, in modo da avere un riscontro immediato di lettori, oltre che una palestra per esprimerti e farti notare.
Ciò nonostante, il commento aveva come postilla di conclusione un invito a non mollare.
Come vedi la situazione (ma non ci voleva certamente la palla di vetro per immaginarla) non è delle più rosee.
Il dibattito è aperto, sarebbe bello se intervenisse qualche lettore che magari ha bazzicato nella redazione del Nostro Quotidiano, per offrire ulteriori commenti ed eventuali consigli.
martedì 13 ottobre 2009
VISTO SI STAMPA SU TORINO 2.0
Il prestigioso sito Torino 2.0 (molto seguito) del network Blogosfere ci dedica una segnalazione, a firma Carlo Griseri. Ringraziamo per l'attenzione.
news:news.cronacaeattualita.blogosfere.it/torino/2009/10/visto-si-stampa-nasce-un-blog-per-i-feticisti-del-quotidiano-torinese.html
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ARIDAJE
Niente da fare, la redazione web insiste. Anche oggi, al fondo della home page della Stampa, è rimasta l'icona pdf della prima pagina di domenica.
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