Nuove indiscrezioni di Dagospia sulle prossime mosse dei vertici del Nostro Quotidiano preferito.
In attesa della firma ministeriale del decreto che aprirà formalmente lo stato di crisi, la Stampa di Torino congela il progetto di aggiornare con un restyling grafico la veste del quotidiano diretto da Mario Calabresi. Progetto che rimane comunque valido, nella sua intenzione di impostare la versione cartacea della testata secondo un'ottica più vicina a quella del web.
In parallelo, infatti, dovrebbe essere avviato anche un rilancio de www.lastampa.it e la redazione on-line dovrebbe traslocare più vicino al direttore Calabresi. Nel frattempo, però, c'è già stata una riorganizzazione interna dei grafici e in particolare dei giornalisti dell'edizione cartacea, ora suddivisi a seconda delle sezioni di appartenenza tra la redazione hard news (che si occuperà della stringente attualità) e quella delle soft news (maggiormente incentrata su cultura, spettacoli e inchieste di approfondimento).
Sarà la svolta giusta? Incrociamo le dita.
IL BLOG DEI FANATICI DE
Non abbiamo le 10 domande al premier e non abbiamo la rubrica di Alberoni. Ma siamo il quarto quotidiano italiano, che diamine!
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mercoledì 2 dicembre 2009
domenica 29 novembre 2009
C'ERA UNA VOLTA MINZO
A proposito del premio "Best of Stampa 2009" e degli otto momenti più significativi del 2009 del Nostro Quotidiano. Il lettore Gian Paolo Piras mi segnala la mancanza (a suo avviso), tra le opzioni del sondaggio, diquello che avrei votato di corsa (e credo con me molti altri): l ’uscita di Augusto Minzolini da La Stampa (la considererei giornata di liberazione nazionale, se non fosse che ahimè l’hanno nominato podestà alla Rai).
Gian Paolo conclude suggerendomi di inserire la "dipartita" minzoliniana tra le opzioni. Purtroppo non è più tecnicamente possibile, perché una volta che il sondaggio riceve risposte non è suscettibile di modifiche. Però l'argomento va trattato, perché nel bene o nel male "Minzo" è ormai diventato nel panorama giornalistico italiano un personaggio che indubbiamente stimola discussioni.
Gian Paolo dice che la sua uscita da La Stampa è stato un evento positivo. E' indubbio però che, nonostate Minzo sia da sempre una delle penne più fedeli del premier (se no col cacchio che arrivava al Tg1) c'è a mio avviso da analizzare il Minzolini giornalista di carta stampata (e che ha regalato qualche ghiotto scoop a via Marenco) di ieri e quello degli editoriali sfacciatamente pro Silvio di oggi.
Qual è il vostro giudizio sul Minzolini stampista? Sentite che al quotidiano manca la sua firma o invece è stata un'uscita provvidenziale?
giovedì 26 novembre 2009
SCHIAFFI QUOTIDIANI
Dacci oggi il nostro schiaffo quotidiano. Oggi Dagospia se la prende con la massiccia spedizione di giornalisti inviati da La Stampa alla conferenza dell'avvocato Benessia, capo della Compagnia di San Paolo.
Però, ad addolcire la pillola, si evidenzia anche un elogio ai reportage di Galeazzi e Ruotolo.
Però, ad addolcire la pillola, si evidenzia anche un elogio ai reportage di Galeazzi e Ruotolo.
venerdì 20 novembre 2009
SPY TRANS STORY
lunedì 16 novembre 2009
LEADER MASSIMO

E' Gramellini-mania. Come gli Stampisti accorsi alla festa del Regio per i dieci anni del mitico Buongiorno hanno appreso in diretta, Marione Calabresi ha annunciato che il nostro SandoGram (notato come assomiglia sempre di più a Umberto Eco?), da gennaio, scriverà anche in ultima pagina.
Massimo è il volto de La Stampa in Italia, il nostro Totti (meglio non scrivere Del Piero), il nostro guru, il nostro fuoriclasse. Speriamo abbia ragione Carlo Fruttero quando dice che non andrà mai al Chelsea o al Barcellona...
Però un rimbrotto al nostro editorialista di punta dobbiamo farlo: Gram, quando torni a parlarci un po' del nostro disgraziato Toro?
(foto: Max Finotti per Torcida granata)
Massimo è il volto de La Stampa in Italia, il nostro Totti (meglio non scrivere Del Piero), il nostro guru, il nostro fuoriclasse. Speriamo abbia ragione Carlo Fruttero quando dice che non andrà mai al Chelsea o al Barcellona...
Però un rimbrotto al nostro editorialista di punta dobbiamo farlo: Gram, quando torni a parlarci un po' del nostro disgraziato Toro?
(foto: Max Finotti per Torcida granata)
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giovedì 12 novembre 2009
METTI UNA SERA CON LA MASERA
Scusandomi per il ritardo, riportiamo la segnalazione del nostro lettore Marco De Rossi riguardo un'interessante iniziativa che potrà interessare gli Stampisti all'ascolto:
Vi scrivo per segnalare che giovedì sera alle 21 (stasera, ndr) si terrà su Oilproject (http://www.oilproject.org) - la scuola virtuale di cui sono uno degli organizzatori - un incontro aperto dal titolo "Giornalismo e giornalisti tra crisi e opportunità dell'era Internet".
A tenerlo sarà Anna Masera de La Stampa. Chiunque può seguire l'intervento audio-video serale gratuitamente da casa propria, rivolgere domande ai tutor e confrontarsi con gli altri studenti.
Dovrebbe venirne fuori un bel dibattito su cosa sta succedendo (la vera domanda è: a che velocità?), e cosa inventarsi per poter stare ancora qua a chiaccherarne fra un paio d'anni.
Questo il link dell'articolo sul sito de La Stampa.
Vi scrivo per segnalare che giovedì sera alle 21 (stasera, ndr) si terrà su Oilproject (http://www.oilproject.org) - la scuola virtuale di cui sono uno degli organizzatori - un incontro aperto dal titolo "Giornalismo e giornalisti tra crisi e opportunità dell'era Internet".
A tenerlo sarà Anna Masera de La Stampa. Chiunque può seguire l'intervento audio-video serale gratuitamente da casa propria, rivolgere domande ai tutor e confrontarsi con gli altri studenti.
Dovrebbe venirne fuori un bel dibattito su cosa sta succedendo (la vera domanda è: a che velocità?), e cosa inventarsi per poter stare ancora qua a chiaccherarne fra un paio d'anni.
Questo il link dell'articolo sul sito de La Stampa.
martedì 10 novembre 2009
RI-PUBBLICA?
Che ultimamente a Dagospia il Nostro Quotidiano non stia particolarmente simpatico l'avevamo già capito. Il popolare sito di gossip rincara la dose con la soffiata che circola tra gli addetti ai lavori.
Rivoluzione alla Stampa. Marione l'Africano vuole rifare il lifting al suo giornale. Il quotidiano piemontese assomiglierà sempre più alla 'casa madre' di Calabresi ovvero a Repubblica con la trasformazione di cronache, spettacoli e cultura in paginate R2, R3 e così via.
Nei salotti che contano a Torino la domanda che circola è: lo fa per nostalgia del suo passato oppure perché sta cercando di frenare l'emorragia di copie del quotidiano che da qualche tempo sta andando in caduta libera?
Agli Stampisti l'ardua sentenza.
Rivoluzione alla Stampa. Marione l'Africano vuole rifare il lifting al suo giornale. Il quotidiano piemontese assomiglierà sempre più alla 'casa madre' di Calabresi ovvero a Repubblica con la trasformazione di cronache, spettacoli e cultura in paginate R2, R3 e così via.
Nei salotti che contano a Torino la domanda che circola è: lo fa per nostalgia del suo passato oppure perché sta cercando di frenare l'emorragia di copie del quotidiano che da qualche tempo sta andando in caduta libera?
Agli Stampisti l'ardua sentenza.
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giovedì 5 novembre 2009
IN THE BLOG

Il nostro giornalista gggiovane preferito, Andrea Scanzi, torna ad intervistare Daniele Luttazzi. Ma, a differenza delle altre volte, il pezzo non appare nel formato cartaceo (a meno che non venga pubblicato nei prossimi giorni), ma esclusivamente all'interno del blog di Scanzi. A pensare male si fa sempre peccato ma qualche volta ci si azzecca, diceva il Divo Giulio: non vorrei che il forte contenuto antiSilvio contenuto nelle parole del comico avessero fatto paura ai vertici del Nostro Quotidiano.
Qualcuno ricorderà che l'ultima intervista apparsa su La Stampa al comico (sempre by Andrew nostro, alla direzione c'era ancora Anselmi) aveva avuto qualche problema, con alcuni passaggi tagliati.
Qualunque sia la verità, è comunque un peccato che un'intervista così rimanga relegata in una nicchia, pur frequentata da diversi lettori, come un blog.
Il link per accedere all'articolo è http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=241&ID_articolo=200&ID_sezione=519&sezione=
Qualcuno ricorderà che l'ultima intervista apparsa su La Stampa al comico (sempre by Andrew nostro, alla direzione c'era ancora Anselmi) aveva avuto qualche problema, con alcuni passaggi tagliati.
Qualunque sia la verità, è comunque un peccato che un'intervista così rimanga relegata in una nicchia, pur frequentata da diversi lettori, come un blog.
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martedì 3 novembre 2009
LETTERA A ANNA MASERA
Cara Anna,nell'orgasmo di cui noi Stampisti stiamo godendo per l'eccezionale risultato conseguito dal sito del Nostro Quotidiano (mese di ottobre sopra 4 milioni di contatti e una media 260 mila visite quotidiane, Cronaca Qui beccati questa!), ancora una volta facciamo appello alla tua sapienza tecnologica per chiederti: ma com'è possibile che in fondo alla home page capeggi ancora il pdf de la prima pagina de La Stampa dell'11 ottobre? Ripicca della redazione web? Dimenticanza? Scelta precisa per simboleggiare il rispetto del passato? Bug?
Anna, scrivici!
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lunedì 2 novembre 2009
WE ARE THE WORLD (?)

Tracciamo un piccolo bilancio a ormai sette mesi dal cambio di direzione? Tutto iniziò con lo speciale bobgedolfiano sull'Africa. Si proseguì con quello sulla crisi vista un anno dopo il fallimento della Lehman Brothers (che qualcuno ha rimproverato di essere un po' troppo "tecnico"). Ieri, una bella indigestione di Mister Barack con il focus sui primi 365 giorni del presidente Usa, già Premio Nobel. E' indubbio che l'impronta ggggiovane, internazionalizzante (e lievemente filoobamiana) voluta da Calabresi si faccia sentire sulle pagine del Nostro Quotidiano: per nostra Stampa piemunteisa fino al midollo potrebbe essere una svolta? Che ne dite?
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venerdì 30 ottobre 2009
A CHE TITOLO
Decisamente, oggi la redazione di Visto è più cattiva del solito e si scaglia ancora con la prima pagina di oggi del Nostro Quotidiano. Riceviamo un commento di Bilbo82 e pubblichiamo.
Leggo la prima pagina de La Stampa di oggi e rimango di sasso. Titolo enorme: BERLUSCONI, LA RIPRESA C'E'. Sopra il titolo, però, Bankitalia annuncia la perdita di 650mila posti. Sotto il titolo, Draghi dice: prudenza. Nell'editoriale a fianco, Deaglio ci informa che il pil è caduto indietro di 10 anni e la produzione italiana al livello di addirittura vent'anni fa. D'v'è l'errore? Non c'è, evidentemente.
Ma naturalmente tutto passa in secondo piano perché a dominare la pagina è quell'annuncio trionfante, LA RIPRESA C'E'. E' quello che salta all'occhio e si stampa nella mente del lettore. Il problema è che non è un dato di fatto, è un'opinione. Mettere in risalto l'opinione di un politico che notoriamente stona sempre con i dati oggettivi è giornalisticamente sbagliato. Perché allora siamo liberi da domani di intitolare TIZIO DICE: IL SOLE E' QUADRATO.
Vogliamo i dati, i fatti, la realtà. Il politico è bugiardo per sua stessa natura. Meditate, direttori di giornale, meditate. Bilbo '82
Leggo la prima pagina de La Stampa di oggi e rimango di sasso. Titolo enorme: BERLUSCONI, LA RIPRESA C'E'. Sopra il titolo, però, Bankitalia annuncia la perdita di 650mila posti. Sotto il titolo, Draghi dice: prudenza. Nell'editoriale a fianco, Deaglio ci informa che il pil è caduto indietro di 10 anni e la produzione italiana al livello di addirittura vent'anni fa. D'v'è l'errore? Non c'è, evidentemente.
Ma naturalmente tutto passa in secondo piano perché a dominare la pagina è quell'annuncio trionfante, LA RIPRESA C'E'. E' quello che salta all'occhio e si stampa nella mente del lettore. Il problema è che non è un dato di fatto, è un'opinione. Mettere in risalto l'opinione di un politico che notoriamente stona sempre con i dati oggettivi è giornalisticamente sbagliato. Perché allora siamo liberi da domani di intitolare TIZIO DICE: IL SOLE E' QUADRATO.
Vogliamo i dati, i fatti, la realtà. Il politico è bugiardo per sua stessa natura. Meditate, direttori di giornale, meditate. Bilbo '82
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mercoledì 28 ottobre 2009
GENERAZIONE 13 EURO
Ancora sul delicato tema della professione del giornalista. Su segnalazione di un lettore ripeschiamo dal blog di Pablo Trincia (ormai entrato a pieno merito nella squadra delle "Iene" su Italia 1) sul sito de La Stampa un post davvero interessante perché scritto da uno "di dentro". L'articolo ha la data del 9 aprile e ha avuto commenti molto forti.L'altro giorno mi sono sentito al telefono con Maria, 30 anni, un'amica-collega giornalista. Si parla del più e del meno - come stai, che combini, ecc. ecc. - e inevitabilmente si finisce a parlare di lavoro. Anche lei, suo malgrado, è freelance, e anche lei fa fatica a mettere insieme la colazione con il pranzo (la cena ormai è solo un miraggio).
(breve curriculum vitae di Maria: giornalista professionista, laurea a pieni voti in storia contemporanea, master in giornalismo, alcuni stage in giornali stranieri, ottima conoscenza di inglese e francese). A un certo punto, la conversazione fa più o meno così:
Io - "Beh, con chi stai collaborando?"
Lei - "Con una testata nazionale, *******"
Io - "Ah, bene!"
Lei - "No, mica tanto, la paga è da schifo!"
Io - "In che senso? Quanto ti pagano ad articolo?"
Lei - "No, guarda, mi vergogno a dirtelo.."Io - "Ma figurati! Quanto ti daranno, 50 euro a pezzo?"
Lei - "Eeeehh???? Magaaaari!!Io - "Oh Gesù.....30?"
Lei - "Ma scherzi? Mi pagano esattamente 13 euro ad articolo. Netti, per fortuna"
13 EURO AD ARTICOLO. Roba dell'altro mondo. Nemmeno i pezzi della cronaca locale della valle di Kathmandu vengono pagati così poco. E a chi? A una persona che ha studiato, collaborato con più giornali, girato il mondo. Certo, si dirà, nessuno ti obbliga a scrivere pezzi a 13 euro (ecco che pezzo scriverei io al posto suo, se fossi pagato quella cifra: ............................................................................................................................................................................................................................................................................................................................ Fanno 13 euro, grazie.) Ma a volte la frustrazione prende il sopravvento.
Un giornalista che non scrive è come un panettiere senza forno, un tassista senza macchina, un pescatore senza reti: si sente inutile, fragile e depresso. E si aggrappa anche all'articoletto settimanale pagato uno schifo. Spero che quel giornale almeno abbia il coraggio di dichiararlo ai propri lettori, magari con un appunto in fondo al pezzo. "Gentili signori, questo articolo ci è costato solo 13 euro, perché è questo il valore che diamo al lavoro dei nostri collaboratori, non importa quanto qualificati". Chissà quanta gente lo comprerebbe, il giorno dopo. Io, no di certo.
Di storie come queste ne sento ogni giorno. Amici che collaborano da paesi lontani con importanti testate nazionali, che si vedono all'improvviso ridotto il già esiguo compenso senza alcuna spiegazione. O che smettono direttamente di ricevere telefonate dal caporedattore di turno. Ok, c'è la crisi. Ma questo è un problema più vecchio della crisi. E dunque, se siete lettori di uno o più giornali:Sapevate che molte delle riviste che acquistate in edicola sono "fatte" da giornalisti freelance? Sapevate che quel bell'articolo che avete appena letto è costato lunghi giorni di lavoro, ricerca e spese di varia natura, e che chi l'ha scritto verrà pagato appena 200 0 300 euro (o 13, come la nostra Maria)?
Sapevate che 9 volte su 10 gli articoli di un singolo collaboratore vengono retribuiti allo stesso modo, che vengano scritti da casa o dalle giungle del Bengala? O che l'articolo tratti di Al Qaeda o di Paris Hilton? Sapevate che - proprio per questo motivo - molti di noi hanno cominciato a domandarsi se non sia più conveniente raccontare il mondo stando seduti comodi sul divano (orrore!!!), invece di andare 4-5 giorni chissà in quale posto sperduto, perché questo non dà più alcun valore aggiunto, anzi, toglie tempo e soldi al compenso finale?
E infine: Sapevate che il valore dell'informazione, uno degli elementi su cui si basa la società di oggi, precipita giorno dopo giorno?
Dopo aver pubblicato questo post, ricevo il messaggio di un'altra collega, Maria Francesca: "Esco (o forse ci sono ancora dentro, visto che un'alternativa è praticamente inesistente) da sette anni di collaborazione con una testata provinciale prima e regionale dopo: entrambe pagano i pezzi 4 centesimi a riga pubblicata. Totale a pezzo: da 1 a 2 euro, a seconda di come il redattore illuminato lo sistema in pagina. Il fattore qualità, che l'articolo sia stato o no scritto coi piedi, viene assolutamente ignorato. Sono una giornalista pubblicista laureata in lettere col massimo dei voti. Questo è il giornalismo in Calabria."
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GIOVENTU' BRUCIATA
Il problema, ragazzi, è che ne succedono ogni giorno, ahinoi.
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lunedì 26 ottobre 2009
IO, PIER E LUIGI
Prima di rimboccarsi le maniche e annunciare i dettagli del suo programma politico che (almeno nelle intenzioni) dovrà mandare in pensione Silvio, il neo segretario del Pd farà bene a chiarire una volta per tutte il particolare che più sta a cuore all'elettorato democratico. Come si scrive il suo nome, Pierluigi o Pier Luigi?
Sono dubbi amletici, eh.
Scorrendo gli organi d'informazione, dal cartaceo al web, si scopre che regna l'anarchia più assoluta.
Il Nostro Quotidiano nella versione in edicola opta per i due nomi staccati. Sul sito web, però, compare la versione "compatta". Sul sito di Repubblica troneggia la versione "Pierluigi", mentre la scelta di Maria Teresa Meli nel suo pezzo apparso sul Corriere della Sera è "Pier Luigi". Come sempre, si distingue Il Giornale. Nell'articolo di Alberto Taliani, il nome del nuovo leader del Pd compare in tutte e due le versioni, a poca distanza l'una dall'altra, nelle prime righe.
Va detto che sul sito del politico, il nome compare "staccato", anche se nella testatina su Google che rimanda al sito c'è la versione compatta.
Il mistero, pertanto, rimane. Solo una persona al mondo può sciogliere il nodo.
Bersani, scrivici!
Sono dubbi amletici, eh.
Scorrendo gli organi d'informazione, dal cartaceo al web, si scopre che regna l'anarchia più assoluta.
Il Nostro Quotidiano nella versione in edicola opta per i due nomi staccati. Sul sito web, però, compare la versione "compatta". Sul sito di Repubblica troneggia la versione "Pierluigi", mentre la scelta di Maria Teresa Meli nel suo pezzo apparso sul Corriere della Sera è "Pier Luigi". Come sempre, si distingue Il Giornale. Nell'articolo di Alberto Taliani, il nome del nuovo leader del Pd compare in tutte e due le versioni, a poca distanza l'una dall'altra, nelle prime righe.
Va detto che sul sito del politico, il nome compare "staccato", anche se nella testatina su Google che rimanda al sito c'è la versione compatta.
Il mistero, pertanto, rimane. Solo una persona al mondo può sciogliere il nodo.
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venerdì 23 ottobre 2009
DAI RENATO
Visto si Stampa esprime la sua solidarietà a Renato Ambiel, autore di un'inchiesta sulla corruzione di alcuni assessori a Novara. Come riportato dall'edizione di oggi, la Digos ha perquisito la redazione novarese del Nostro Quotidiano, nonché l'auto e l'abitazione del giornalista, arrivando a sequestrargli computer e cellulare.
Il blog si unisce allo sdegno del Cdr de La Stampa.
Il blog si unisce allo sdegno del Cdr de La Stampa.
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Renato Ambiel
giovedì 22 ottobre 2009
PER FORTUNA CHE C'E' IL RICCARDO

"Sul posto fisso siamo al ritorno dell'ancien régime".
Ormai c'è solo più un giornalista in Italia che cerca per un'intervista Bertinotti (ebbene sì, esiste ancora!): il nostro sinistrologo Riccardo Barenghi (vedi pagina 5). Meno male che Jena c'è. Sulle risposte date dal vecchio comandante Fausto, invece, segnalo un piccolo record. Dopo appena dieci righe, due casintegrati che discutevano sul bus lo volevano già mandare a stendere.
Ormai c'è solo più un giornalista in Italia che cerca per un'intervista Bertinotti (ebbene sì, esiste ancora!): il nostro sinistrologo Riccardo Barenghi (vedi pagina 5). Meno male che Jena c'è. Sulle risposte date dal vecchio comandante Fausto, invece, segnalo un piccolo record. Dopo appena dieci righe, due casintegrati che discutevano sul bus lo volevano già mandare a stendere.
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sabato 17 ottobre 2009
PROFESSIONE REPORTER

Ci scrive Alby, aspirante giornalista.
Mi spaventano i commenti che ho letto negli ultimi post riguardanti il futuro della Stampa... io ho 23 anni, a luglio mi laureo in scienze politiche e il mio sogno è fare il giornalista, da sempre. Collaboro già con qualche giornale locale.
Ma da torinese, mi piacerebbe poter lavorare ne La Stampa. Quali sono i primi passi da fare in proposito? Serve davvero una raccomandazione? Chi sono le persone da contattare? E' possibile frequentare uno stage, anche gratuito, nella redazione?
Alby
Caro Alby, purtroppo per i giovani è sempre più arduo poter iniziare a lavorare in un quotidiano. Sull'argomento chiesi dei lumi un paio di anni fa ad una prestigiosa firma de La Stampa. Questa la sua risposta:
La realtà è che per i prossimi 4-5 anni nei giornali non si assumerà nessuno e che quanto alle collaborazioni, persino gratuite, ci sono decine di ragazzi fuori dalla porta, soprattutto fra coloro che hanno seguito i corsi postlaurea di giornalismo, ottenendo la possibilità di venire a fare degli stages estivi in redazione.
Che fare? Intanto sapere che il giornalismo, per il 90%, è titolare gli articoli degli altri, leggere le agenzie di stampa, cercare le fotografie da mettere in pagina. Un lavoro anonimo. Solo una minoranza scrive e solo una minoranza della minoranza va in giro a fare l’inviato.
L’unico settore, in prospettiva, che offrirà qualche chance ai giovani è internet. I quotidiani di carta vanno verso una inesorabile riduzione degli organici e delle pagine.
Il mio consiglio? Bazzicare le redazioni delle piccole riviste o dei giornali locali, dove qualche spazio, qua e là, si presenta ancora. E poi mettere un tuo blog su internet, in modo da avere un riscontro immediato di lettori, oltre che una palestra per esprimerti e farti notare.
Ciò nonostante, il commento aveva come postilla di conclusione un invito a non mollare.
Come vedi la situazione (ma non ci voleva certamente la palla di vetro per immaginarla) non è delle più rosee.
Il dibattito è aperto, sarebbe bello se intervenisse qualche lettore che magari ha bazzicato nella redazione del Nostro Quotidiano, per offrire ulteriori commenti ed eventuali consigli.
Mi spaventano i commenti che ho letto negli ultimi post riguardanti il futuro della Stampa... io ho 23 anni, a luglio mi laureo in scienze politiche e il mio sogno è fare il giornalista, da sempre. Collaboro già con qualche giornale locale.
Ma da torinese, mi piacerebbe poter lavorare ne La Stampa. Quali sono i primi passi da fare in proposito? Serve davvero una raccomandazione? Chi sono le persone da contattare? E' possibile frequentare uno stage, anche gratuito, nella redazione?
Alby
Caro Alby, purtroppo per i giovani è sempre più arduo poter iniziare a lavorare in un quotidiano. Sull'argomento chiesi dei lumi un paio di anni fa ad una prestigiosa firma de La Stampa. Questa la sua risposta:
La realtà è che per i prossimi 4-5 anni nei giornali non si assumerà nessuno e che quanto alle collaborazioni, persino gratuite, ci sono decine di ragazzi fuori dalla porta, soprattutto fra coloro che hanno seguito i corsi postlaurea di giornalismo, ottenendo la possibilità di venire a fare degli stages estivi in redazione.
Che fare? Intanto sapere che il giornalismo, per il 90%, è titolare gli articoli degli altri, leggere le agenzie di stampa, cercare le fotografie da mettere in pagina. Un lavoro anonimo. Solo una minoranza scrive e solo una minoranza della minoranza va in giro a fare l’inviato.
L’unico settore, in prospettiva, che offrirà qualche chance ai giovani è internet. I quotidiani di carta vanno verso una inesorabile riduzione degli organici e delle pagine.
Il mio consiglio? Bazzicare le redazioni delle piccole riviste o dei giornali locali, dove qualche spazio, qua e là, si presenta ancora. E poi mettere un tuo blog su internet, in modo da avere un riscontro immediato di lettori, oltre che una palestra per esprimerti e farti notare.
Ciò nonostante, il commento aveva come postilla di conclusione un invito a non mollare.
Come vedi la situazione (ma non ci voleva certamente la palla di vetro per immaginarla) non è delle più rosee.
Il dibattito è aperto, sarebbe bello se intervenisse qualche lettore che magari ha bazzicato nella redazione del Nostro Quotidiano, per offrire ulteriori commenti ed eventuali consigli.
INFLUENZA-A CHI?
Accusano i giornalisti di seminare il panico sull'Influenza A, che a quanto pare è meno pericolosa dell'influenza normale?
E da lunedì, in tutta risposta, il Nostro Quotidiano allega, alla modica cifra di 80 centesimi, la Guida completa per saperne di più sulla malattia più tristemente nota del momento.
Questa sì che è vera informazione a beneficio del lettore.
Cronaca Qui, beccati questa!
E da lunedì, in tutta risposta, il Nostro Quotidiano allega, alla modica cifra di 80 centesimi, la Guida completa per saperne di più sulla malattia più tristemente nota del momento.
Questa sì che è vera informazione a beneficio del lettore.
Cronaca Qui, beccati questa!
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VIST CHE BRAV 1
Sergio Chiamparino 7
CECCHINO. Novità di quest'anno: al sipario finale, i supernotabili della fila 10 e dintorni impegnati nel lancio di bouquet all'indirizzo di Violetta appena risorta e sorridente al proscenio. Buona la mira del Chiampa (rigorosamente no smoking, come al solito) & Co.; i mazzi di fiori sono atterrati in palcoscenico con la missione di un missile Patriot.
Dalla redazione di Visto si Stampa le più sincere congratulazioni a Mattioli (e a Chiamparino).
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giovedì 15 ottobre 2009
ARRIVEDERCI AMORE CIAO
Non sia mai detto che da una critica non possa nascere una discussione. Un lettore (che non si firma) lancia una pesante provocazione.
I giornalisti di La Stampa sono sempre più mediocri. Quelli buoni se ne vanno altrove. Tanto per dirne una: Lirio Abbate è passato a Repubblica.
Naturalmente ognuno avrà una sua opinione in proposito. Personalmente credo che il Nostro Quotidiano, che certo oggi può apparire molto distante dai Grandi Anni, abbia ancora tra le sue pagine delle firme di tutto rispetto.
E' indubbio però che alcuni nomi prestigiosi che qui hanno scritto, abbiano negli ultimi tempi preso altre strade. Io non smetterò mai di rimpiangere la bellissima rubrica di Pigi Battista, un fuoriclasse che il Real Madrid-Corrierone ci ha strappato ormai parecchi anni or sono.
E voi che dite? Ci sono firme del passato emigrate in altri lidi che rimpiangete?
I giornalisti di La Stampa sono sempre più mediocri. Quelli buoni se ne vanno altrove. Tanto per dirne una: Lirio Abbate è passato a Repubblica.
Naturalmente ognuno avrà una sua opinione in proposito. Personalmente credo che il Nostro Quotidiano, che certo oggi può apparire molto distante dai Grandi Anni, abbia ancora tra le sue pagine delle firme di tutto rispetto.
E' indubbio però che alcuni nomi prestigiosi che qui hanno scritto, abbiano negli ultimi tempi preso altre strade. Io non smetterò mai di rimpiangere la bellissima rubrica di Pigi Battista, un fuoriclasse che il Real Madrid-Corrierone ci ha strappato ormai parecchi anni or sono.
E voi che dite? Ci sono firme del passato emigrate in altri lidi che rimpiangete?
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