Caro "Visto", ciao e complimenti per il blog. Intervengo sulla questione che simpaticamente hai sollevato sul ruolo de La Stampa nello scontro repubblica-corriere.
Io credo in tutta franchezza che la Stampa di Torino abbia perso quel ruolo che aveva fino a qualche anno fa, di sollevare opinioni anche forti o contrastanti, e comunque attiva nel mostrare sempre un'analisi attenta su determinate questioni, un atteggiamento che la portava a giocare tranquillamente un ruolo di "faro" di riferimento accanto ai mostri sacri dei due maggiopri giornali italiani.
Oggi, secondo me non ci sono più le firme per farlo. Non c'è più Ceccarelli, non c'è più Battista. Forse l'unica eccezione è la Spinelli, che è un po' il nostro "Scalfari" domenicale. Non ci si può accontentare dei Buongiorno del comunque ottimo Gramellini, perché secondo me ai politici qualche battuta qua e là fanno appena il solletico. E ai politici, di destra o sinistra, le scatole bisogna rompergliele, sempre.
Io non so se è stato davvero Berlusconi a cacciare Anselmi perché era diventato "scomodo", paradossalmente se così fosse, non si può che rallegrarsi dell'ottimo operato dell'ex direttore. Però il fatto che non venha mai citata La Stampa in queste ultime discussioni tra Repubblica e corriere può essere indice di un suo sostanziale appiattimento: ovvero, inutile tirare in ballo un giornale "che tanto non dà fpiù fastidio".
Non dico che sotto la direzione di Calabresi sia diventata servile, ma non posso notare (tengo a precisare che sono un moderato) che non riesco più a leggere editoriali o commenti che non siano banali o imbevuti di una certa retorica populista. Spero di sbagliarmi, da affezionato lettore quale sono.
Sandro70, Torino
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