Che ultimamente a Dagospia il Nostro Quotidiano non stia particolarmente simpatico l'avevamo già capito. Il popolare sito di gossip rincara la dose con la soffiata che circola tra gli addetti ai lavori.
Rivoluzione alla Stampa. Marione l'Africano vuole rifare il lifting al suo giornale. Il quotidiano piemontese assomiglierà sempre più alla 'casa madre' di Calabresi ovvero a Repubblica con la trasformazione di cronache, spettacoli e cultura in paginate R2, R3 e così via.
Nei salotti che contano a Torino la domanda che circola è: lo fa per nostalgia del suo passato oppure perché sta cercando di frenare l'emorragia di copie del quotidiano che da qualche tempo sta andando in caduta libera?
Agli Stampisti l'ardua sentenza.
IL BLOG DEI FANATICI DE
Non abbiamo le 10 domande al premier e non abbiamo la rubrica di Alberoni. Ma siamo il quarto quotidiano italiano, che diamine!
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martedì 10 novembre 2009
venerdì 6 novembre 2009
UNA JENA D'AVANZO
Piccola riflessione sul piccolo "crossover" di oggi. Leggendo l'odierna, formidabile Jena (http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/hrubrica.asp?ID_blog=44), in quanti tra i lettori de La Stampa avranno capito che Barenghi fa riferimento alle ormai famigerate 10 domande poste da Giuseppe D'Avanzo a Silvio Berlusconi su Repubblica? Ovviamente, solo quei lettori che oltre al Nostro Quotidiano comprano quello di Scalfari o navigano sul web, visto che sui tg nazionali l'argomento è passato completamente sotto silenzio.Una minoranza? Forse. Perché ahinoi, come rilevano le statistiche, la stragrande maggioranza degli italiani si informa tramite la televisione. (Provate a fare un sondaggio: quanti dei vostri amici stampisti conoscono la "question list" di D'Avanzo? Temo pochi). E il lettore "classico" che legge solo La Stampa, che magari ha sentito parlare di queste domande ma non le conosce nello specifico, dovrà fare un grosso sforzo d'immaginazione per capire a quali quesiti Silvione ha risposto "no" e "no comment".
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lunedì 26 ottobre 2009
IO, PIER E LUIGI
Prima di rimboccarsi le maniche e annunciare i dettagli del suo programma politico che (almeno nelle intenzioni) dovrà mandare in pensione Silvio, il neo segretario del Pd farà bene a chiarire una volta per tutte il particolare che più sta a cuore all'elettorato democratico. Come si scrive il suo nome, Pierluigi o Pier Luigi?
Sono dubbi amletici, eh.
Scorrendo gli organi d'informazione, dal cartaceo al web, si scopre che regna l'anarchia più assoluta.
Il Nostro Quotidiano nella versione in edicola opta per i due nomi staccati. Sul sito web, però, compare la versione "compatta". Sul sito di Repubblica troneggia la versione "Pierluigi", mentre la scelta di Maria Teresa Meli nel suo pezzo apparso sul Corriere della Sera è "Pier Luigi". Come sempre, si distingue Il Giornale. Nell'articolo di Alberto Taliani, il nome del nuovo leader del Pd compare in tutte e due le versioni, a poca distanza l'una dall'altra, nelle prime righe.
Va detto che sul sito del politico, il nome compare "staccato", anche se nella testatina su Google che rimanda al sito c'è la versione compatta.
Il mistero, pertanto, rimane. Solo una persona al mondo può sciogliere il nodo.
Bersani, scrivici!
Sono dubbi amletici, eh.
Scorrendo gli organi d'informazione, dal cartaceo al web, si scopre che regna l'anarchia più assoluta.
Il Nostro Quotidiano nella versione in edicola opta per i due nomi staccati. Sul sito web, però, compare la versione "compatta". Sul sito di Repubblica troneggia la versione "Pierluigi", mentre la scelta di Maria Teresa Meli nel suo pezzo apparso sul Corriere della Sera è "Pier Luigi". Come sempre, si distingue Il Giornale. Nell'articolo di Alberto Taliani, il nome del nuovo leader del Pd compare in tutte e due le versioni, a poca distanza l'una dall'altra, nelle prime righe.
Va detto che sul sito del politico, il nome compare "staccato", anche se nella testatina su Google che rimanda al sito c'è la versione compatta.
Il mistero, pertanto, rimane. Solo una persona al mondo può sciogliere il nodo.
Bersani, scrivici!
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sabato 17 ottobre 2009
RESISTERE RESISTERE RESISTERE
Borsino delle vendite di settembre dei quotidiani. Si segnala il boom del Giornale: la cura Feltri funziona egregiamente.
La Stampa resiste.
Corriere della Sera (+1%) 532.842 copie
Repubblica (+6%) 517.309
Il Sole 24 ore (-18,7%) 265.582
Il Giornale (+22,3%) 220.117
Gazzetta dello Sport (-8,4%) 377.256
La Stampa 300.200 (-0,3%)
Libero (-3,8%) 121.255
Fonte: Fieg
La Stampa resiste.
Corriere della Sera (+1%) 532.842 copie
Repubblica (+6%) 517.309
Il Sole 24 ore (-18,7%) 265.582
Il Giornale (+22,3%) 220.117
Gazzetta dello Sport (-8,4%) 377.256
La Stampa 300.200 (-0,3%)
Libero (-3,8%) 121.255
Fonte: Fieg
venerdì 16 ottobre 2009
SCHERZI DA PRETE
Una notizia che non poteva passare inosservata a noi Stampisti: da oggi la Voce del Popolo, storico settimanale della Diocesi torinese finora venduto esclusivamente nelle parrocchie, è disponibile anche in edicola.Molto cavallerescamente, l'annuncio viene riportato in prima pagina della cronaca di Torino dal Nostro Quotidiano con un pezzo della Martinengo.
L'uscita dalle chiese della Voce darà filo da torcere alle vendite de La Stampa? Come se non bastassero già l'edizione torinese di Repubblica e Cronaca Qui.
Ragazzi all'erta.
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mercoledì 14 ottobre 2009
LA STAMPA SI', LA STAMPA NO
Caro "Visto", ciao e complimenti per il blog. Intervengo sulla questione che simpaticamente hai sollevato sul ruolo de La Stampa nello scontro repubblica-corriere.
Io credo in tutta franchezza che la Stampa di Torino abbia perso quel ruolo che aveva fino a qualche anno fa, di sollevare opinioni anche forti o contrastanti, e comunque attiva nel mostrare sempre un'analisi attenta su determinate questioni, un atteggiamento che la portava a giocare tranquillamente un ruolo di "faro" di riferimento accanto ai mostri sacri dei due maggiopri giornali italiani.
Oggi, secondo me non ci sono più le firme per farlo. Non c'è più Ceccarelli, non c'è più Battista. Forse l'unica eccezione è la Spinelli, che è un po' il nostro "Scalfari" domenicale. Non ci si può accontentare dei Buongiorno del comunque ottimo Gramellini, perché secondo me ai politici qualche battuta qua e là fanno appena il solletico. E ai politici, di destra o sinistra, le scatole bisogna rompergliele, sempre.
Io non so se è stato davvero Berlusconi a cacciare Anselmi perché era diventato "scomodo", paradossalmente se così fosse, non si può che rallegrarsi dell'ottimo operato dell'ex direttore. Però il fatto che non venha mai citata La Stampa in queste ultime discussioni tra Repubblica e corriere può essere indice di un suo sostanziale appiattimento: ovvero, inutile tirare in ballo un giornale "che tanto non dà fpiù fastidio".
Non dico che sotto la direzione di Calabresi sia diventata servile, ma non posso notare (tengo a precisare che sono un moderato) che non riesco più a leggere editoriali o commenti che non siano banali o imbevuti di una certa retorica populista. Spero di sbagliarmi, da affezionato lettore quale sono.
Sandro70, Torino
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CIAO CORRADO
Nelle pagine dello sport, il bel ricordo di Corrado Sannucci, giornalista sportivo di Repubblica scomparso ieri, firmato da Roberto Beccantini.
Fino all'ultimo, ha pensato ai lettori. E fino all'ultimo, i lettori hanno pensato che ce l'avrebbe fatta.
Ciao, Corrado.
Fino all'ultimo, ha pensato ai lettori. E fino all'ultimo, i lettori hanno pensato che ce l'avrebbe fatta.
Ciao, Corrado.
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martedì 13 ottobre 2009
BARBAPAPA' O CIUFFOLONE?


La diatriba Repubblica-Corrierone non può lasciare indifferenti noi de La Stampa, che ci sentiamo un po' come La 7 in mezzo alle beghe Mediaset-Rai. Finora ha pagato il tono tutto sommato moderato, ma è ora di prendere posizione. Perché il buon Barbapapà-Scalfari nella sua campagna antiberlusconiana fa solo riferimento al quotidiano di via Solferino e non guarda al di là del Po? Ecchecavolo. Da che parte stiamo, stampisti? La pensiamo come il vecchio Eugi o il ciuffolone De Bortoli? O c'è una terza via?
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